LE CASTAGNE DI SPERA
Per molto tempo il castagno è stato considerato una pianta non originaria della regione europea; tuttavia le ultimissime analisi su reperti pollinici postglaciali rinvenuti in Italia hanno confermato l’esatto contrario. La castanicoltura in Europa e in Italia in particolare ha avuto notevole impulso con l’epoca romana; il castagno aveva infatti una duplice importanza: da un lato contribuire a sfamare le persone delle aree più povere nei mesi invernali, dall’altro si ricavava la paleria per le colture agricole. Durante il Medioevo l’importanza del castagno aumentò ancora grazie all’azione dei monaci che selezionarono le varietà più produttive. Nel secolo scorso l’utilizzo era massiccio a partire dai frutti fino al legno; quest’ultimo utilizzato per la costruzione di mobili e travature oltrechè per paleria di diverse dimensioni.
Progressivamente il castagno iniziò a subire notevoli attacchi sia per il graduale incremento nell’utilizzo del legno usato per ricavare carbone e tannino da destinare alle nascenti industrie, che per problemi di natura fitopatologia con l’affermarsi di alcune gravi malattie di origine fungina come il “Mal dell’inchiostro” (Phitophtora Cambivora) e il “Cancro corticale” (Endothia Parasitica) che hanno continuato a produrre grossi danni fino ai giorni nostri. Attualmente la coltivazione sta ritornando ad avere una certa convenienza economica per la sempre maggiore richiesta di castagne di qualità che riescono a spuntare un buon prezzo di vendita sul mercato. Alcuni produttori propongono anche nuovi prodotti lavorati come le castagne sotto grappa o le creme.
LA STRADA DEL CASTAGNO
Il percorso nasce per volontà di dieci amministrazioni comunali dislocate alle pendici del Lagorai nella Valsugana orientale e caratterizzate da una comune ricchezza paesaggistico-ambientale costituita dalla presenza del castagno come specie caratteristica del proprio territorio e fin qui mantenuta con orgoglio e notevole sforzo dai loro abitanti.
La strada del castagno cerca di coniugare due aspetti fondamentali per il territorio: da un lato rilanciare l’immagine di naturalità, bellezza paesaggistica e tutela del territorio e dall’altro favorire il recupero delle aree castanicole e agricole abbandonate o scarsamente sfruttate in modo da creare le condizioni per continuare nel tempo il mantenimento sul territorio di questa produzione.
Circuiti di diversa durata e difficoltà collegano i diversi territori proponendo per ogni zona un percorso alla scoperta delle specificità locali (storia, cultura, ambiente, attività e prodotti tipici).
I PERCORSI NEL NOSTRO TERRITORIO
Lungo l’antica via Claudia Augusta - Scurelle c/o area di sosta (410 m) – Fraz. Paoli (423 m) - – Loc. Castellare (460 m) – Spera ( 550 m). L’itinerario collega i paesi di Carzano e Spera attraversando il territorio di Scurelle nella zona detta “de le Castellare”, area archeologicamente molto interessante e che secondo lo studioso Arpago Novello era attraversata dall’antica Via romana Claudia Augusta oltrechè luogo di insediamento dell’antico Castello di Nerva.
Tra i castagni del Col Fatero - Spera c/o Chiesa (560 m) – Col Fatero (600 m) – Loc. Fontanelle (671 m) - Loc. Torgheli (647 m) Paterni (570 m). Si consiglia la partenza nei pressi della chiesa parrocchiale per poi proseguire in direzione del Col Fatero. Il percorso sale imboccando una comoda stradina di campagna che incrocia in località Paterni la chiesetta di Santa Apollonia e ci conduce all’incrocio con la strada principale che collega Spera alla località Fontanelle dove campi e boschi di castagni secolari si alternano lungo tutto il tragitto. Si tramanda che le dolci castagne di questa zona fossero apprezzate addirittura dall’imperatore Francesco Giuseppe. Da quest’ultima località si prende una strada poco trafficata per il rientro in paese.
Tra chiese e castagni - Samone c/o Punto informativo (710 m) – Loc. Cristo d’Oro (827 m) – Loc. Paluati (770 m) – Punto informativo (710 m). Il percorso è un po’ impegnativo soprattutto nella parte iniziale dove dal paese si arriva alla località Cristo d’Oro; proseguendo, di li a poco, si incrocia il monumento ai caduti di tutte le Guerre. Qui si devia a sinistra imboccando una strada sterrata in mezzo al bosco; dopo qualche centinaia di metri si incrocia il collegamento che scende a Spera mentre proseguendo lungo la strada la vegetazione si fa sempre più rada. Appena rientrati in paese si incrocia il “Capitello ai Trisotti”, eretto in onore di S. Rocco e della Madonna della Concenzione. Proseguendo si incrocia la Chiesa Parrocchiale. Nei pressi della Chiesa si incrocia un altro collegamento con il paese di Spera che transita nella parte bassa dell’abitato.
Da Strigno a Samone per antiche strade - Strigno c/o cimitero (460 m) – Fraz. Tomaselli (572 m) – Fraz. Latini (646 m) – Samone (670 m) e ritorno. Punto di partenza del percorso è il paese di Strigno. Il percorso prosegue in direzione della valle del Chieppena incrociando appena fuori paese il cimitero con la chiesa di S. Maria di Loreto. Proseguendo si prende una comoda strada di campagna che si inerpica verso la frazione di Tomaselli. Il percorso prosegue sempre in leggera salita passando per la frazione di Latini; tra campi coltivati e boschi lungo sentieri e strade interpoderali si arriva a Samone meta finale dell’itinerario.
PER APPROFONDIRE
La strada del castagno (link esterno)
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